Un itinerario alla scoperta di castelli, borghi e chiese attraversando i paesaggi naturali della bassa bresciana. Dal Castello di Villagana alla Chiesa del Rino visitando l’antico Castello di Barco a Orzinuovi. Un modo per godersi l’arte e la natura contemporaneamente e portarsi a casa un’esperienza del luogo a 360 gradi.
tappe dell'itinerario
Castello Palazzo Martinengo
Romitorio Martinengo (Beata Vergine del Rino)
Villagana, frazione di Villachiara
L’origine più probabile dalla Chiesa del Rino risale agli inizi del Cinquecento. Le prime notizie in merito sono contenute negli atti della visita pastorale del vescovo Domenico Bollani. Il 21 settembre 1565 il presule inviò da Acqualunga il convisitatore Girolamo Cavalli per compiervi una ricognizione. Fu ad accoglierlo un eremita, il quale lo informò che ivi si celebrava a turno la messa festiva da parte dei cappellani di Villachiara. La presenza sul posto di eremiti è documentata fino a tutto il secolo scorso. Il loro compito era quello di tenere in ordine il santuario, vivendo di elemosine e della benevolenza dei Martinengo, proprietari del luogo, il cui atteggiamento sconfinava spesso nell’arbitrio, suscitando le risentite proteste dei parroci di Villachiara.
Ancora oggi la chiesa col suo sagrato erboso appartiene agli eredi dei Martinengo – Villagana, ai quali era riservato un palco a fianco dell’altare per seguire le funzioni.
I diritti della famiglia comitale sono ribaditi, oltre che dall’aquila che campeggia sopra l’ingresso, anche dalla seguente scritta dipinta sulla facciata: “ROMITORIO PRIVATO MARTINENGO MCMXIV”.
Chiesetta dei Morti di San Pietro
Villachiara
I Morti di San Pietro sono uno dei luoghi più appartati e caratteristici del territorio di Villachiara, dove si respira ancora un’atmosfera di pace che concilia l’armonia della natura con l’animo umano. Posta ai margini del terrazzo alluvionale dell’Oglio, un tempo lambito dai boschi e dalle paludi sottostanti, e a debita distanza dalle frazioni di Villabuona e Bompensiero, questa chiesetta campestre conserva tuttora un alone di mistero. La santella viene citata per la prima volta negli atti della visita pastorale del vescovo Domenico Bollani del 20 settembre 1565, dove è indicata col nome di “S. Pietro in Giarra” e trovata in completa rovina. Si deve ad un decreto di San Carlo Borromeo, a seguito della sua visita del 20 aprile 1580, il restauro della chiesetta.
Attraversare poi Bompensiero, frazione del Comune di Villachiara e, passando dalla Cava Appiani arrivare al Castello Martinengo di Barco.
Barco
Barco, frazione di Orzinuovi
Su un’altura plasmata dallo scorrere del fiume Oglio, a pochi km da Orzinuovi, sorge la piccola frazione di Barco. Il borgo era anticamente dominato dal castello residenziale dei Martinengo da Barco risalente al XV secolo. Oggi la struttura è parzialmente conservata ma è comunque in grado di restituire l’imponenza dell’architettura originale. Visitabile esternamente. Seguendo il corso della sponda sinistra del fiume Oglio è possibile raggiungere la Riserva Naturale Bosco di Barco caratterizzata dalla presenza di robinie, salici, olmi e pioppi.
Castello di Barco
Edificato nel 1463, è storicamente importante in quanto residenza del ramo dei Martinengo da Barco che sarà uno dei più influenti presso i governanti della Repubblica di Venezia di quel tempo.
Gian Francesco Martinengo da Barco, capostipite del ramo, fu un abile uomo d’armi ma anche maestro di architettura militare. Egli fece ristrutturare quasi interamente il maniero di Barco ed erigere le mura perimetrali dell’intero borgo. L’edificio si presenta molto alto rispetto ai parametri architettonici dell’epoca, e sull’angolo perimetrale è ancora oggi visibile la torre di avvistamento di poco sporgente dal corpo della fortezza. Il suo interno, molto rimaneggiato rispetto all’origine, accoglie un cortile delimitato dai lati del castello e da un giardino. Come diversi esponenti di altri rami della famiglia Martinengo, il conte decise di riadattare il proprio palazzo trasformandolo in una residenza spaziosa, ben inserita nel contesto naturale circostante, ma che allo stesso tempo richiamasse l’originaria funzione di fortezza, con l’obiettivo principale di esaltare la nobiltà del casato. Nel corso del XVI secolo, il castello divenne a tutti gli effetti una residenza signorile di campagna per la presenza al suo interno di un ampio parco, molto più grande dell’attuale, unico nel suo genere e tra i più ammirati della zona. Nel 1884, con la morte del conte Leopardo, il ramo della famiglia dei Martinengo da Barco si estinse e il maniero fu frazionato e venduto. L’originaria struttura del fortilizio è ancora oggi leggibile attraverso le mura in mattoni e le due torri situate a nord-ovest e a sud-ovest. Il castello di Barco poggia su una radura rialzata a pochissima distanza dal corso del fiume Oglio. Quella che un tempo era una pericolosa terra di confine nella vasta campagna bresciana, oggi è inserita in un contesto ambientale di straordinaria bellezza nel bel mezzo della riserva naturale del Parco dell’Oglio.
info utili
Tipologia itinerario: in bici o a piedi.
Distanza: 7,8 km
Abbigliamento consigliato: comodo/sportivo. Indossare preferibilmente un cappello, pantaloni lunghi (presenza di ortiche) e scarpe da ginnastica.
Consigli pratici: nelle giornate calde portare dell’acqua, occhiali da sole ed uno spray antizanzare.