Cammino dei Martinengo

La nobile famiglia dei Martinengo, originaria di Brescia, lasciò tracce del proprio prestigio lungo tutto il corso dell’Oglio, distinguendosi in vari rami identificati dalla provenienza. Contribuì alla fortificazione del percorso del fiume e edificò anche dimore residenziali estive. I loro castelli, contrariamente alle rocche impenetrabili della pianura, erano caratterizzati non dalla solida pietra, ma dai mattoni. Questi mattoni, tipici di una terra ricca di argilla e acqua, conferivano alle dimore un fascino rustico e intimo. Sebbene non sempre ben conservate, queste testimonianze storiche ancora mostrano il loro prestigio e rievocano nobili gesta.

Distanza: 29,4 km
A piedi o in bici

tappe dell'itinerario

Castello di Padernello

Partenza – Padernello, Frazione di Borgo San Giacomo

Partendo dal Castello di Padernello (frazione di Borgo San Giacomo) è possibile esplorare i dintorni passando dal Ponte San Vigilio, opera d’“Arte in Natura” realizzata nel 2008 dall’artista Giuliano Mauri, il ponte del Canelot e proseguire sempre dritto fino alla cascina Castelletto Palazzo.

Quinzano d’Oglio

La cascina Castelletto Palazzo si tratta di una Domum Patroni, un’antica edificazione rurale fortificata, ancora oggi ha il fossato su 2 lati. Appartenuta alla nobile e potente famiglia dei Martinengo. Nel 1421 con la divisione dei rami cadetti della famiglia, l’edificio passò ai Martinengo della Motella, il cui ramo si estinse dopo varie vicissitudini e con la mancanza di eredi alla morte del Conte Camillo l’ 11 luglio 1609. La chiesetta attigua, Chiesa della Visitazione di Maria Vergine, fu costruita tra il 1580 e il 1600 dai Martinengo ed è conosciuta oggi col nome di Santa Elisabetta. Si narra che proprio la mancanza di eredi spinse Camillo a farla edificare chiamandola in questo modo.
Procedere poi verso la strada bassa per Acqualunga e percorre circa 3,5 km fino alla Chiesa di Santa Maria Maddalena.

Acqualunga, frazione di Borgo San Giacomo

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena (Acqualunga, fr. di Borgo San Giacomo) è di impianto cinquecentesco anche se venne ampliata nel 1732. L’ampliamento non alterò le linee rinascimentali ma le ripeté coerentemente nel susseguirsi delle cappelle laterali dell’interno e nella sobria struttura della facciata. La parrocchia è dedicata a Santa Maria Maddalena. Probabilmente la scelta di questa Santa è dovuta al fatto che essa era spesso rappresentata nell’antica iconografia con un serpente in mano, simbolo della sua vittoria sul peccato; il popolo la invocava però come protettrice contro le insidie degli animali velenosi, molto frequenti in questa zona fino a pochi anni addietro.

Il Palazzo Della Volta (Acqualunga, fr. di Borgo San Giacomo) venne costruito originariamente come fortificazione dalla famiglia degli Emili nel Settecento, su ordine del Signore di Brescia Pandolfo Malatesta, sui resti di un castello medievale preesistente. Nel secolo seguente passò alla famiglia Della Volta che lo ricostruì mantenendone le possenti murature di fondazione e arricchendolo tramite una architettura di stampo neoclassico tipico dello storicismo del periodo romantico. Successivamente, finite le fortune della casata, venne acquistato nel 1935 dal Comune di Borgo S.Giacomo. È ora sede della mostra ornitologica “Serafino Fiamenghi”.

Percorrere circa 3 km in direzione Villagana sino ad arrivare al Castello.

Villagana, frazione di Villachiara

L’originale Castello di Villagana (Villagana, fr.di Villachiara) venne costruito per presidiare un importante guado sul fiume Oglio. Sul finire del Cinquecento venne trasformato dai conti Martinengo in un grande palazzo signorile. Gli importanti rimaneggiamenti avvenuti nella prima decade del Novecento hanno trasformato l’edificio, secondo la moda e i gusti dell’epoca, in un edificio in stile Neo-rinascimentale con richiami Liberty

Percorrete altri 3 km circa fino a Villachiara dove potrete visitare il suo Castello.

Villachiara

Il Castello di Villachiara è stato voluto dai Martinengo del ramo “da Villachiara”. L’edificio conserva ancora il tipico impianto e profilo tardo medievale e segni che ne attestano l’originale funzione di avamposto militare. Collocato al confine tra il Ducato di Milano e la Serenissima Repubblica di Venezia, nel Cinquecento l’edificio venne convertito a ricca dimora signorile con affreschi attribuiti al Romanino e a Lattanzio Gambara. Visitabile esternamente.

Dirigetevi poi verso Villabuona, frazione di Villachiara (fraz. Villachiara) per poi visitare Le Martinenghe (Comune Villachiara).

Villabuona, frazione di Villachiara

Le Martinenghe (Villabuona, fr di Villachiara,) sono un gruppo di cascine e di caseggiati rurali sorti a partire dalla seconda metà del Quattrocento accanto al monastero agostiniano femminile di San Vittore di Ripalta, oggi ricordato da una santella, in un contesto di boschi, radure e aree umide avviati ad una progressiva bonifica agricola.

Barco, frazione di Orzinuovi

Su un’altura plasmata dallo scorrere del fiume Oglio, a pochi km da Orzinuovi, sorge la piccola frazione di Barco. Il borgo era anticamente dominato dal castello residenziale dei Martinengo da Barco risalente al XV secolo. Oggi la struttura è parzialmente conservata ma è comunque in grado di restituire l’imponenza dell’architettura originale. Visitabile esternamente. Seguendo il corso della sponda sinistra del fiume Oglio è possibile raggiungere la Riserva Naturale Bosco di Barco caratterizzata dalla presenza di robinie, salici, olmi e pioppi.

In zona potrete visitare la Pieve di Ovanengo (Orzinuovi) e la Chiesa San Giorgio Martire (Ovanengo di Orzinuovi). 

Percorrendo via Tombotto per circa 600 mt e poi a sinistra la strada campo troverete il frazione Farfengo con la Chiesa di San Martino (Borgo San Giacomo)

Farfengo, frazione di Borgo San Giacomo

La chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo (Farfengo, fr. di Borgo San Giacomo) si trova nel centro abitato di Farfengo, frazione a nord del comune di Borgo San Giacomo, nella Bassa Occidentale bresciana. Il fabbricato, a pianta rettangolare terminante sul presbiterio absidale, è orientato a ovest. La facciata tripartita, a registro unico a spiovente, è scandita da quattro paraste. Quelle centrali, che inquadrano il nucleo originario della fabbrica, presenta portale di ingresso con cornicione mistilineo, oblò e due finestre con arco a tutto sesto soprastanti. Quelle laterali, aventi altezza minore, sono prive di aperture sul lato ovest. Si riscontra la presenza di fregio in terracotta lungo la sommità dell’ intero prospetto. Il campanile, in muratura portante, si trova sul fianco sud. L’interno, avente superfici riccamente ornate e affrescate, si presenta suddiviso in tre navate. Quella centrale ha una copertura a volte a crociera. Il presbiterio presente nel primo tratto di copertura una volta a crociera per finire in una volta a ombrello.

Padernello, frazione di Borgo San Giacomo

Il Castello di Padernello, nel piccolo borgo rurale di Padernello, è un maniero quattrocentesco circondato da un fossato, con ponte levatoio ancora funzionante. Dopo le prime fortificazioni il Castello di Padernello, che fu della nobile casata dei Martinengo, ramo dei Conti di Padernello, si sviluppò nei secoli per trasformarsi, nel corso del Settecento, in villa signorile, assumendo la forma che oggi ammiriamo. Nell’Ottocento il Castello passò alla nobile famiglia Salvadego, di origine veneta. Dopo il 1965, non essendo più abitato, il Castello venne ricoperto di rovi, esposto al saccheggio e all’incuria umana finché un manipolo di visionari, uniti nella Fondazione Castello di Padernello, iniziò a prendersi cura del maniero e a valorizzare il borgo di Padernello.

info utili

Tipologia itinerario: in bici o a piedi.

Lunghezza:  29,4 km

Per chi arriva in auto: arrivando da Via Palazzina, una stradina stretta e lunga con delle piazzole di scambio, si giunge a Padernello, frazione di Borgo San Giacomo (BS); appena entrati nel borgo, sulla sinistra, vi è un primo grande parcheggio.

Uscendo a piedi dal parcheggio, svoltate a sinistra e proseguite diritto (Via Palazzina); arriverete così ad un ristorante chiamato “Osteria Aquila Rossa”; non superatelo, svoltate a destra, proseguendo su Via Cavour e, in fondo alla strada, troverete il Castello ad accogliervi.

Il maniero dista circa 3 minuti a piedi dal parcheggio.

Abbigliamento consigliato: comodo/sportivo. Indossare preferibilmente un cappello, pantaloni lunghi (presenza di ortiche) e scarpe da ginnastica.

Consigli pratici: nelle giornate calde portare dell’acqua, occhiali da sole ed uno spray antizanzare. 

dove mangiare

comuni interessati